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Che Venti!,

Giugno 2011

Che Venti! - Musical

In occasione del suo ventennale la Compagnia del Birùn si offre e offre al suo pubblico una confezione - regalo di musica e disincanto, una carrellata che dalla Belle époque dei gigolò, passando per i ruggenti anni venti del Grande Gatsby, arriva alle canzoni sornione e geniali di Fred Buscaglione.
Dalle gigolettes alle bambole, le peregrinazioni del mito della pupa e del gangster.

Musica Pierfranco Bongiovanni, Paolo Brizio, Alex Giubergia, Claudio Risso;
Canto Manuel Spada, Simone Massa, Sidney Tonello, Paolo Brizio, Claudio Risso;
Coreografie e danza Gaia Martini e Rossella Roggia - Prismadanza;
Testo e regia Simona Grosso;
Produzione Compagnia del Birùn con Paola Barosi, Marziano Bonavia, Valeria Bracco, Cecilia Brasher, Elena Brizio, Graziella Bruna Rosso, Romano Cavallo, Eliana Delprete, Anna Garro, Laura Giuliano, Vilma Ghigo, Simona Grosso, Simone Massa, Ines Marchisio, Chiara Migliore, Emanuela Pellegrino, Fabio Pittano, Massimo Rotella, Roberto Rotondo, Manuel Spada, Sidney Tonello, Lu Viglietti.

 

Ingresso libero

MUSICAL  CHE VENTI!

 

Musicisti  4 – Ballerine 2 – Tango  4 – Cantante 1 – Coro 2 – Figuranti Anni Venti  21

 
1. INTRODUZIONE musicale con ingresso figuranti, ballerine e musicisti
2. FOX TROT delle Gigolettes  – Ingresso Simone birugangster
3. BALLETTO Chicago (Coreografia con sedie - Rossella e Gaia)
4. (recitato)

Cecilia - Che serata! Non vedo l’ora che arrivino!

 

Eliana  – Arrivino chi?

Cecilia  – Ma come chi! I ballerini di tango, direttamente dall’Argentina

Simona – Dall’Argentina?! Oh come mi piacerebbe andare in Argentina! ( a Roberto) Mi porti in Argentina, Picci?

 

Roberto – Certo, cara, ma non chiamarmi Picci

Simona – Hai ragione, Al. Scusa, Al

 

INIZIO MUSICA TANGO

 

Emanuela – Eccoli! Cominciano!|
5. TANGO  Historia de un amor (Anna e Romano)

6. CRIMINAL TANGO (Simona e Simone. Sul finale interviene Picci a riprendere Simona. Sembra che estragga la pistola per sparare a Simone. Attimo di tensione in scena –donne spaventate, uomini mano alle pistole pronti a reagire – poi Picci estrae un sigaro

 

7. CHARLESTON (Rossella e Gaia)

 

8.CHARLESTON  di Bonnie e Clyde( Valeria e Sydney)

 

9. (recitato)

 

Emanuela – Che brave , le ballerine di Charleston. E i ballerini di tango, che sogno!

 

Vilma – Oh, sì sì, il tango, l’Argentina..Tutto molto suggestivo, molto esotico..Ma, se posso permettermi, un po’ demodé! E’ roba  per emigranti….non per noi…signore perbene. Alla lunga mi annoia, e annoiarmi non lo trovo per niente chic. Bisogna saper godere…della vita! Converrete con me che non c’è niente di meglio di un enorme, scintillante party a Long Island dove c’è tutta la gente che conta. I cocktails rallegrano lo spirito alla faccia del proibizionismo, la musica jazz e swing ti fa ballare così freneticamente che fatichi a tenerti i vestiti  addosso..Non so se mi spiego..

Paola - Vi spiegate benissimo..Forse, mia cara, non amate il tango perché è elegante..Non è proprio alla portata di tutti..

 

Vilma - Elegante, elegante…sarà! Comunque io non ci trovo proprio niente di elegante. A proposito l’avete vista l’altra sera, all’ultima festa di Gatsby, quell’étoile della danza che  si è messa a cantare quella canzone strappa lacrime e la riempiva di singhiozzi rantolanti..Per voi era elegante quella?

Paola -Ma che c’entra!

Vilma -C’entra c’entra, mia cara! Perché se bastasse darsi un’aria compassata per essere eleganti..eh, no! Ci vuole ben altro! Prendete quel grand’uomo di Gatsby quello sì che sa cos’è l’eleganza.

Paola -Si dice che sia un contrabbandiere..

Vilma -Un contrabbandiere? Che sciocchezza! Un siffatto signore! Sono solo cattiverie  messe in giro dalle solite malelingue.

Paola -D’altra parte si sa ben poco del suo passato, da dove arrivi tutta la sua fortuna..

Vilma -E solo per questo dovrebbe essere un malavitoso, un gangster?

Roberto -Piano con le parole, signora, qualcuno potrebbe offendersi..Scusate (si alza)

Paola -Si dice anche che una volta abbia ucciso un tale che lo aveva riconosciuto come il nipote di Von Hindenburg e quindi secondo cugino del diavolo..

Vilma -Questa poi! Non c’è proprio limite alla fantasia degli invidiosi..Bene, non per vantarmi, ma per l’obbligo che sento nei confronti del generoso, quanto onesto, Signor Gatsby vi riferirò ciò che lui stesso mi ha raccontato di sé in una conversazione tanto privata quanto gradevole. Invocando la testimonianza divina, a riprova della sua sincerità, mi disse di essere figlio di gente agiata del Middle West e di essere stato educato a Oxford, rispettando un’antica tradizione di famiglia.

Paola -E dov’è la sua famiglia? Ancora nel Mid West?

Vilma -No, purtroppo sono tutti morti e lui è l’unico erede di un’immensa fortuna. Altro che contrabbandiere..! Calunniare così un galantuomo solo al mondo.

Emanuela -Poveretto! Sarà per questo che dà sempre grandi feste piene di gente: è per non sentire troppo la solitudine.

Vilma -Mia cara, vi assicuro che per anni il suo giovane cuore è stato preda di un cupo dolore, che ha cercato di placare vivendo come un rajah in giro per il mondo: Parigi, Roma, Venezia e poi cacce grosse e perfino la guerra, che ha affrontato con sollievo correndo incontro alla morte per sfuggire alla tristezza di aver visto estinguersi tutta la sua stirpe. Inaspettatamente, anche per lui, le sue azioni spericolate e disperate sono state premiate da incredibili successi ed è stato promosso maggiore e pluridecorato da tutti i governi alleati.

Paola -Ma andiamo, come si fa a credere a una storia così inverosimile?

Vilma -Inverosimile?Avventurosa, semmai. Mi pare chiaro che questa storia spieghi molte cose della sua vita e faccia luce sulla sua riservatezza, appresa ad Oxford – e che dovrebbero imparare anche quegli ipocriti parassiti che affollano i suoi saloni e sparlano alle sue spalle – sul suo fascino misterioso, frutto di anni di sofferenza superati brillantemente per non parlare del suo coraggio e della sua generosità che ha sviluppato sui campi di battaglia. A proposito, le medaglie al valore io le ho viste! Me le ha mostrate al termine della conversazione con la sua consueta modestia…Che anche voi conoscete, come sua ospite.

Paola -Sì, è vero sono stata sua ospite a un paio di ricevimenti e ho avuto modo di conoscerlo. C’ero andata per accompagnare la sorella del senatore McCoy. Non posso negare che Gatsby sia un bell’uomo, curato, elegante: pieno di fascino. E’ indubbiamente ricco. Squisitamente generoso e gentile con i suoi innumerevoli ospiti a cui non fa mancare davvero nulla. Quello che non mi convince è la sua ritrosia, bizzarra per un vero uomo di mondo. Dà grandi feste, ma si tiene in disparte come se avesse qualcosa da nascondere..Riceve telefonate a tutte le ore della notte da tutte le città d’America..e poi la sua casa è frequentata da politici importanti, da grandi nomi del cinema e dello spettacolo, da famiglie altolocate, ma anche da tanta gente sconosciuta o dall’aria pressoché ambigua..

Vilma -Ma come ve lo devo dire che il Grande Gatsby, come lo chiamano a West Egg è un vero gentleman. Non ama vantarsi o attirare l’attenzione a sproposito rischiando di annoiare i suoi ospiti. Riceve molte telefonate? Chissà quanti affari deve gestire, di cui non parla per modestia. E tutte quelle persone un po’ ambigue sono dei volgari imbucati o i ruffiani che alcuni suoi invitati si tirano dietro..Non ci vedo niente di strano in tutto questo..Tuttavia un segreto nella sua vita c’è..Spero non me ne voglia, ma per far smettere questo terribile turbinio di pettegolezzi ingiusti sul suo conto, ve lo dirò….Ha il cuore infranto.

Paola -L’avete già detto: la sua famiglia..

Vilma -Ma no! Non per quello…è innamorato!

Paola -E che c’è di male? Si dichiari o è troppo timido per farlo?

Vilma -La fortunata signora purtroppo è sposata..

Emanuela -E chi è? La conosciamo?

Vilma-Lei è un angelo biondo. Poco incline al chiasso delle feste e al clamore della mondanità. Delicata come una bambina, raffinata come una dea. Di buona famiglia. Ciò nonostante pare che a quel bellimbusto di suo marito non basti e che si trastulli con un’amante a New York, a sua insaputa naturalmente..

 

Paola -Ma è Daisy, la moglie di Tom Buchanan, il campione del New Haven!

Simona -Oh, come vorrei essere Daisy…

Vilma -Ebbene sì! Lo confesso: anch’io vorrei essere Daisy! Ah cosa non darei per essere la regina del cuore del re di West Egg..Danzerei con il grande Jay Gatsby tutta la notte, in tutte le sontuose stanze del suo lussuoso palazzo. Tutti gli sguardi ammirati addosso. Poi, come in un sogno, ci faremmo sorprendere sull’immensa veranda dalla pallida alba che si specchia nel mare felici e avvinghiati per sempre. Ahhhh!

9. GUARDA CHE LUNA canta Paolo con figuranti che ballano il lento( Simona e Roberto, Simone e Paola, Romano e Graziella, Massimo e Silvia, Fabio e Anna, Sidney e Valeria)

10. Ingresso  Manuel/BUSCAGLIONE – Avete mai visto la luna a Long Island?... Neanch’io… Però  volevo essere come loro, quelli di Long Island e in particolare come lui, il grande Gatsby...Un gangster, un duro...che duro! Volevo anch'io una pupa come Daisy...bella, aristocratica..un po' patetica. Consumarmi   per lei in un amore maledetto. Buttare per lei in grandi parties i milioni della mala …Volevo ma..(fischio)

CHE BAMBOLA! (Manuel canta -Coreografia Rossella e Gaia)

Manuel/BUSCAGLIONE: Ah, l'amore l'amore...

CARINA (Manuel canta – Coro – Coreografia Rossella e Gaia)

Manuel/BUSCAGLIONE: Ma come a Chicago negli anni 30, nella mia vita non c'è posto per l'amore. Ci chiamano duri e puri...e fanno bene..

NOI DURI (Manuel  canta – Coro – Coreografia Simone e Sidney)

Manuel/BUSCAGLIONE: I nights, le bevute...che duro!!! Un vero duro…(singhiozzi)

WHISKY FACILE (Manuel – Coro)

Manuel/BUSCAGLIONE: Eh già, whisky facile, grilletto facile, pupe amabili, che vita!! Mi sentivo finalmente Gatsby.. Poi un giorno, quando proprio non ci pensavo più..è arrivata anche lei: la mia Daisy.. Che donna!.. Che danno!!

ERI PICCOLA (Manuel  canta – Coreografia Rossella e Gaia)

                                      

FINE

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Associazione culturale e teatrale

Compagnia

del Birùn

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